06 dicembre 2017

Lode a [CENSURA]: Prologo autobiografico

Il 6 Dicembre è una data importante per me: oggi è il giorno in cui, tre anni fa, scoprimmo lo scheletro di Machimosaurus rex. Eppure, c'è un giorno che ricorderò come persino più eccezionale di oggi.

Il 29 Aprile 2015 è una data che non dimenticherò.
In particolare, l'ora che va dalle 19 alle 20 di quel giorno rappresenta probabilmente il momento a più elevata concentrazione di serendipità paleontologica della mia esistenza. Nel giro di una mezz'ora, infatti, avvennero quattro eventi, slegati tra loro, ciascuno dei quali, da solo, renderebbe felice per una settimana un paleontologo. A me capitarono tutti nello stesso momento.

Primo evento. Fu pubblicata la monografia su Tataouinea hannibalis, che avevo realizzato assieme a Federico Fanti. La gioia per vedere finalmente pubblicato un lavoro che ci aveva tenuto impegnati per un anno fu parzialmente offuscata dal fatto che, nel medesimo momento, era stato pubblicato qualcosa di talmente assurdo che nessuno, quella sera, avrebbe degnato la nostra monografia di attenzioni: lo scansoriopterygide con patagio, Yi qi.

Ed è proprio Yi qi a rappresentare il Secondo Evento memorabile di quella sera. Difatti, tornando a casa, ed accedendo a Internet per controllare che la monografia su Tataouinea fosse ufficialmente online, fui sommerso da messaggi da paleo-amici in visibilio: non tanto dal fatto che fosse stato scoperto un animale così strano, ma per il fatto che io avevo previsto quell'animale, su questo blog, ben sette anni prima della sua pubblicazione!

Ero letteralmente fuori di me dall'esaltazione per vedere confermata nel modo più plateale la mia ipotesi sul patagio degli scansoriopterygidi, quando giunse il Terzo Evento paleontologico di quella sera: la rivista PeerJ mi comunicò che il mio articolo (scritto assieme a Tom Brougham e Darren Naish) sulla rivalutazione di Balaur era stato accettato. Finalmente, dopo un anno e mezzo di travaglio, la mia ipotesi su quel bizzarro paraviano otteneva la consacrazione nella letteratura tecnica.

Incredibile! Nel giro di mezz'ora stavano accadendo tutti questi eventi paleontologici tutti connessi a me! Sembrava uno scherzo.

Fu allora che giunse una email.

Era scritta da Pascal Godefroit, col quale avevo studiato due anni prima Aurornis.
Io e Pascal eravamo in contatto da alcuni giorni per programmare tre mesi di studio che avrei svolto a Bruxelles (da Giugno ad Agosto 2015), e che sarebbero iniziati esattamente un mese dopo. In base al nostro programma, in quei tre mesi, avrei lavorato su alcuni nuovi theropodi piumati cinesi, uno dei quali è oggi noto a tutti col nome di Serikornis sungei.

L'istinto mi faceva pessimista verso il testo dell'email. Il trend positivo della serata era troppo bello per durare, pensai, aprendo l'email. Il mio timore era che nell'email, Pascal mi comunicasse l'annullamento del mio periodo a Bruxelles, o qualche contrattempo. Insomma, mi dicevo, non possono succedere quattro cose tutte positive nel giro di una sola ora, quindi ecco che la Legge di Murphy stava per bilanciare i tre eventi appena avvenuti con qualcosa di proporzionalmente negativo.

Lessi l'email (la traduco dall'inglese):

"Ciao Andrea,

ho appena ricevuto un fossile quasi completo, molto strano, che tu potresti studiare in Belgio, se ti interessa.

A presto,
Pascal"

Rilessi più volte il testo.
Stava succedendo veramente? La serata stava rasentando l'incredibile!
Ricordo perfettamente che l'euforia di quel momento era tale, sopratutto perché l'email di Pascal non conteneva notizie negative relative al mio imminente viaggio in Belgio, che quasi non diedi molto peso ai dettagli della proposta di studiare anche questo altro fossile, assieme ai paraviani piumati che avevamo già pianificato per l'estate.
Pensai: "un fossile molto strano? Ok! Un fossile non si rifiuta mai. Sarà sicuramente interessante studiarlo, qualsiasi cosa sia". In quel momento, mi immaginai, non so perché, che probabilmente fosse un esemplare poco preparato di qualche taxon già noto. Insomma, qualcosa di sicuramente interessante, ma che non intaccava il vero obiettivo, i pezzi forti, della mia trasferta belga: i theropodi piumati cinesi. Quelli restavano gli straordinari oggetti che stavo per studiare...

A ripensare a quel momento, sorrido sornione: quanto mi sbagliavo!
In quel momento, non avevo mimimamente idea che, al contrario, quello strano fossile sarebbe stato l'oggetto più straordinario sul quale avrei mai svolto delle ricerche! Esso avrebbe scalzato tutti gli altri eventi incredibili di quella serata, messi assieme! Ma in quel momento, alle ore 20 del 29 Aprile 2015, tutto ciò non potevo saperlo, né sospettarlo. Come si potrebbe sospettare qualcosa del genere?
Ed ancora oggi, sembra di rivivere un'era geologica lontana il ripensare a come fossi del tutto ignaro di cosa mi sarei trovato davanti, un mese dopo, arrivando a Bruxelles. Qualcosa che, appunto, mi avrebbe tenuto impegnato, in vari modi, nei due anni successivi.

Con questo racconto autobiografico, spero di aver trasmesso anche solo parte dello stato d'animo con cui sto per introdurvi una serie di post dedicati al principale risultato dei miei ultimi due anni di studio. Lo avevo accennato varie volte, sul blog, che tutto (compreso il blog) era stato subordinato a qualcosa di veramente notevole, in preparazione.
Non potevo, per ovvi motivi, spiegare i dettagli del progetto in divenire.
Il momento sta per arrivare.
Restate sintonizzati.

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