24 maggio 2013

Corso di Paleontologia dei Vertebrati all'Università di Bologna

Segnalo, per chi fosse interessato, che dal prossimo anno accademico (2013-2014) sarà attivo un corso universitario di Paleontologia dei Vertebrati per gli studenti di scienze naturali e geologiche. Il corso sarà tenuto dall'amico ed esimio paleocollega Federico Fanti
Data la scarsità di corsi di questo genere nelle università italiane, suggerisco a tutti i potenziali studenti, non solo quelli dell'università bolognese, di prendere in considerazione questa opportunità.

22 maggio 2013

Sigilmassasaurus è Spinosaurus?

All'inizio del 2012, sottomisi un breve manoscritto ad una rivista nel quale proponevo una re-interpretazione di Sigilmassasaurus, un'ipotesi frutto di una serie di osservazioni in parte discusse con Simone Maganuco. L'articolo era breve e, probabilmente, scritto in modo frettoloso, e fu rifiutato. Nondimeno, le idee che avevo sviluppato in quel manoscritto potrebbero avere un qualche fondamento. Pertanto, alla luce delle recente ridescrizione del materiale di Sigilmassasaurus, ho deciso di pubblicare quelle idee, in forma aggiornata: perlomeno, se non avrò occasione di tradurle in un articolo scientifico, qui esiste la prova pubblica che le ho elaborate. Sta ai miei lettori criticare e revisionare la validità di questi argomenti.
L'ipotesi che voglio discutere è se Sigilmassasaurus sia un sinonimo di Spinosaurus, ovvero, che il materiale di Sigilmassasaurus appartenga allo stesso taxon che chiamiamo Spinosaurus.
L'ipotesi si basa sulla seguente serie di motivazioni:

Sigilmassasaurus reloaded

I resti di "Spinosaurus B": la vertebra in alto a sinistra (vista anteriore e ventrale) è chiaramente del morfotipo di Sigilmassasaurus. Ma il resto, a chi appartiene?

Sigilmassasaurus è uno dei theropodi più enigmatici.
Basato su una serie di vertebre isolate dalla bizzarra morfologia, provenienti dal Cenomaniano del Marocco, è stato considerato, alternativamente, come un tetanuro di incerta collocazione, come un carcharodontosauride, come sinonimo di Carcharodontosaurus, come sinonimo di Spinosaurus e persino come un aberrante ornithopode. Il misterioso "Spinosaurus B" - una possibile chimera - è da alcuni considerato un esemplare di Sigilmassasaurus, dato che le vertebre cervicali che formano l'enigmatico theropode egiziano sono chiaramente del morfotipo di Sigilmassasaurus.
McFeeters et al. (2013) ridescrivono il materiale olotipico e quello riferito a Sigilmassasaurus.

21 maggio 2013

Scuotersi come un Allosaurus

Fonte: WitmerLab.
Snively et al. (2013) discutono delle differenti ipotesi sulla dinamica della testa e del collo in Allosaurus tramite una dettagliata simulazione dell'anatomia dell'animale che consideri le forze muscolari in gioco, la loro inserzione e direzione, la densità dei tessuti e l'effetto delle pneumatizzazioni cranio-cervicali deducibili dai correlati osteologici presenti. 
Il modello conferma che, a differenza di altri theropodi - nei quali la combinazione di fusioni nasali, esteso palato secondario e orientazione delle origini dei muscoli nella regione occipitale propendono per una significativa componente mediolaterale delle forze applicate - Allosaurus esercitava una maggiore leva lungo la componente dorsoventrale del moto della testa, maggiormente coerente con quanto dedotto sia da studi quantitativi sulle tensioni generate dal morso in corrispodenza delle suture craniche, sia quanto dedotto - in via puramente qualitativa - in base alla posizione dei principali siti di inserzione dei muscoli cervicali sul cranio.

Bibliografia:
Eric Snively, John R. Cotton, Ryan Ridgely, and Lawrence M. Witmer (2013) Multibody dynamics model of head and neck function in Allosaurus (Dinosauria, Theropoda). Palaeontologia Electronica Vol. 16, Issue 2; 11A 29pp.

19 maggio 2013

IT is the magic word



Non tutti sono in grado di capire perché la ricostruzione del cranio di Spinosaurus sia differente da quella di Tyrannosaurus. E tale incomprensione non deriva da deficit cognitivi o tare genetiche, ma, semplicemente, da una sommatoria di simboli, una grande sommatoria di molti simboli: molti più di quelli necessari a capire il funzionamento di un programma di fotoritocco per giocare con qualche silhouette di ricostruzione scheletrica.
Non ho dubbi che esista una gamma continua di esemplari della specie Homo sapiens che colma, quasi permea, il divario cognitivo tra la totale assenza di concetti paleontologici e le più elavate vette della mia amata disciplina. Ma, immaginiamo di essere degli ottusi pensatori vincolati a ferree categorie dicotomiche, e di voler separare con uno spartiacque questa gamma di individui in due gruppi, da un lato, quelli che non sanno cosa sia la paleontologia e sono incapaci di formulare asserzioni paleontologicamente valide, e dall'altro lato quelli in grado di formulare tali asserzioni. Quale criterio potrebbe stabilire per tale spartiacque?
Ho riflettuto a lungo, e basandomi sull'esperienza maturata in questi anni di conversazioni con le persone più disparate, dai ragazzini fissati con la tassonomia fino a personaggi come Jack Horner, o dai sensibili artisti professionisti dalla profonda percezione della filosofia naturale fino agli iper-cafoni più tamarri, ed ho concluso che tale spartiacque è il seguente: