19 febbraio 2013

Perché, probabilmente, non andrò a vedere Billy&Clonesauro IV

Scena da "Un Milione di Anni Fa"
Pare ormai definitiva ed ufficiale la notizia del quarto episodio di Billy e il Clonesauro, nei cinema a metà del prossimo anno. Per ora, non è ancora ufficiale né un titolo, né un regista, né un produttore, ma tutti paiono nondimeno sicuri dell'uscita del fantomatico film. Orde di fanatici stanno già marciando verso le biglietterie dei cinema, per la loro necessaria dose di dinosauri di celluloide.
Io non penso che adagerò il più importante muscolo del mio corpo su qualche poltroncina per assistere al fantomatico episodio. Non tanto perché non sono ancora del tutto convinto che questo film si farà (non so voi, ma mi pare ancora tutto molto incerto ed ambiguo), ma per una questione molto più ovvia: ho le ghiandole meno importanti del mio corpo che sono letteralmente piene di dinosauri di celluloide. Basta! Non se ne può più! A tutto c'è un limite! Anche il Mesozoico, che più di qualunque altra cosa nell'Universo avrebbe meritato di continuare, ha avuto una fine: perché non ci si vuole rassegnare, e continuare a menare un cadavere stantio che si regge più per i vermi che lo brulicano che sulla propria vera carne?
Posso capire i ragazzini di oggi, che non hanno mai visto questi film al cinema, posso capire che già nel 2001, col terzo-pessimo-episodio, era ancora bambino e non ha apprezzato (?) la pochezza del film al cinema, posso capire chi è immaturo, ingenuo, infantile, insomma, più pervicacemente dinomaniacale perché nato dopo il 1993, ma tutti gli altri che si ostinano a voler un ennesimo episodio al cinema dovrebbero fare un esame di coscienza, fermarsi un secondo, trarre un profondo respiro e domandarsi: NE ABBIAMO DAVVERO BISOGNO?
Molti vogliono vivere in un eterno gioco. Molti si vogliono illudere che sia un eterno 1992, che il massimo disponibile per chi desideri vedere una ricostruzione accattivante di dinosauro sia un VHS di "Alla Ricerca della Valle Incantata", molti vogliono fare finta che a parte qualche vecchio film di Harryhausen, il cinema non abbia fornito nulla di lontanamente passabile. Molti vogliono illudersi di essere ancora come 20 anni fa, sia nella propria ingenuità che nella propria esperienza. Molti vogliono far finta che si possa reiterare "la magia" di un film che funzionò perché fu concepito al momento giusto sia sul piano cinematografico che visivo che scientifico. In breve, molti non si rendono conto che il mondo è cambiato, in modo radicale, epocale e totale. Sia in ambito cinematografico che paleontologico. Dal 1993 in poi, abbiamo visto dinosauri in CGI in tutte le salse, contorni, contesti, abusi e soprusi. Abbiamo visto la diffusione ed imposizione di uno standard visivo, trito e ritrito, di fatto puramente arbitrario e pertanto posticcio alla pari di quelli pre-esistenti. Nonostante ciò, moltissimi si sono letteralmente drogati di questo nuovo canone, ed è da quella overdose decennale che è scaturita l'attuale ansia e frenesia per un quarto episodio, per la dose successiva, così subdolamente inculcata dalle dosi precedenti, così bramata da un'astinenza lunga più di dieci anni. E mentre quelli come me si sono ampiamente disintossicati, proprio perché si cresce e si smette di aver bisogno di immagini posticcie, di surrogati visivi, di feticci in CGI, molti altri si sono invece ripiegati nel ricordo, nell'attesa di un qualcosa che non solo richiedevano, ma sentivano come un atto dovuto "dal sistema".
Venti anni fa, il primo episodio vinse perché si impose con la più grande bugia della storia della paleoarte: la menzogna che i dinosauri di JP fossero proprio come i veri dinosauri. Tutti coloro che sono stati al cinema, hanno visto il film e sono rimasti colpiti dai dinosauri del film sono stati ammaliati da quella menzogna. La menzogna, non esplicita, ma implicita nel modo con cui è stata presentata la creazione dei dinosauri nella produzione del film, ha avuto l'effetto di un cavallo di Troia, abbattando le mura di scettiscismo di tanti. Se presenti i TUOI dinosauri come I VERI dinosauri, e se lo fai ammantandoti di una posticcia patina di "supervisione scientifica", abbatterai moltissime resistenze, e imporrai la tua soggettività come una oggettività. Eppure, se siamo onesti, i dinosauri del film NON sono i "veri dinosauri", perché sono niente più che le personali interpretazioni di un gruppo ristretto di paleoartisti (e al più pochissimi paleontologi). E, come spero avrete imparato in questi anni, i paleoartisti quasi sempre sono poco-paleo e molto-artisti, se non altro perché la paleontologia è molto avara di informazioni visive, le quali devono essere "create" dalla libertà creativa dell'artista. Jurassic Park ha reso i dinosauri di Paul, Gurche, Bakker gli unici dinosauri plausibili, e ciò è una manipolazione della verità paleontologica. Solo negli ultimi anni questa verità sta emergendo e acquisendo il giusto grado di consapevolezza. Per anni, la mia critica ai dinosauri bakkeriani-pauliani-chrichtoniani-spielberghiani è stata attaccata quasi unanimamente come una forma di blasfema eresia, mentre ora essa è riconosciuta da molti altri autori come la corretta valutazione di ciò che è avvenuto nel periodo post-1993. La generazione che è cresciuta a pane e JP è di fatto una generazione plagiata da un pensiero unico, da un partito unico paleoartistico, un partito Hollywoodiano vagamente ispirato da una manciata di paleontologi americani. L'intero pianeta paleoartistico nel quindicennio 1993-2008 è stato quindi plagiato da un solo canone estetico focalizzato in una piccola fascia che va dal Montana alla California. Non stupisce che "il paleontologo più famoso del mondo" degli ultimi 20 anni sia Jack Horner, ispiratore/modello/canone imposto del paleontologo del primo film: egli è difatti, volente o nolente, un prodotto della fabbrica mediatica che ha imposto un solo modello di rappresentazione dei dinosauri, di concezione paleontologica e di stile di paleontologo. Chi non era aderente al canone è stato ostracizzato, marginalizzato dal sistema mediatico. E ciò, in un sistema come la paleontologia, dove non esiste "la verità ufficiale" ma un consenso che deriva dall'accumulo di prove scientifiche, è stato un danno ed un freno al progresso della disciplina. Non stupisce che per almeno un decennio il principale modello di paleontologo al quale pareva essere "condannato" ogni aspirante ricercatore era quello "ufficiale" del film: nordamericano, maschile, mesozoico. Ho conosciuto persone ossessionate dall'idea che se non avessero seguito QUEL MODELLO difficilmente avrebbero avuto speranza di far carriera. Anche queste ossessioni sono prodotti di un sistema plagiato da un pensiero unico, a sua volta imposto da un sistema mediatico uniformato dal film hollywoodiano.
Tutto ciò che ho brevemente abozzato mostra come un film come JP vada aldilà della mera proposizione di dinosauri di celluloide, ma sia nucleo e fulcro di un intero sistema concettuale e di valori, capaci di plasmare e plagiare una generazione.
Come sarà il quarto episodio? Temo che sarà un pessimo episodio, sul trend ipertrofico, rumoroso, autoreferenziale e bulimico dell'attuale produzione hollywoodiana. Ciò, forse, avrà l'effetto positivo di non creare un fenomeno epocale così accattivante come avvenne 20 anni fa, lasciando le nuove generazioni libere di scegliere in modo autonomo la propria concezione di paleontologia e dinosauri. 
Che immagine darà dei dinosauri? Temo non molto intelligente. Non basterà aggiustare i polsi, ricoprire di piumaggio e accentuare tratti aviani per rendere giustizia alla rivoluzione concettuale attualmente in atto in paleontologia dei dinosauri. L'unico modo veramente intelligente di proporre un dinosauro al cinema sarebbe evitando di proporlo: ma dubito che qualcuno possa cogliere fino in fondo le implicazioni di una simile rivoluzione mentale.
Per questo, andate pure in orde lobotomizzate, al cinema, per i vostri sacrosanti dino-mostri. Se quello è il solo modo con cui il vostro cervello può concepire il dinosauro, è giusto che vi saziate, in attesa del quinto episodio.
Io probabilmente resterò fuori.

6 commenti:

  1. http://www.badtaste.it/articoli/jurassic-park-4-kathleen-kennedy-non-sar-alla-produzione

    ;-)
    Leo

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  2. "Non basterà aggiustare i polsi, ricoprire di piumaggio e accentuare tratti aviani per rendere giustizia alla rivoluzione concettuale attualmente in atto in paleontologia dei dinosauri"

    Quanto ottimismo! Non darei affatto per scontato alcun rinnovamento "scientifico", in fondo i dinosauri al cinema sono mostri, e in quanto mostri devono impressionare lo spettatore medio (l'icona "T-rex" è assai più simile a "Godzilla" che non a Tyrannosaurus, ben lo sappiamo ormai).

    However, concordo in linea di massima col post, tuttavia io distacco maggiormente il campo di origine da quello cinematografico: la qualità di un film è distante da ciò che lo ispira ("dinosauri", libri, fumetti ecc ecc). Ovviamente ciò non toglie che i dinosauri nel 2013 non siano un argomento affrontabile cinematograficamente à la "Jurassic Park", quella mentalità è ormai obsoleta per un pubblico di una certa esperienza. E a dire il vero lo stesso JP del 1993, tolta la spettacolarità della prima visione ed eventuale affezione, non è che sia un capolavoro della cinematografia né tantomeno qualcosa di vicino. La mia specifica tuttavia intende sottolineare un altro punto: i dinosauri con JP non hanno più senso, ciò non significa che in un film del tutto diverso non possano essere parte integrante di un buon film, o anche migliore, seppur ipotesi remota. Decisamente più adatta la chiave ironica Pixar col suo prossimo film dinosauresco, nessuna pretesa scientifica, tutte le pretese del caso nel campo cinematografico e d'intrattenimento, e sono praticamente sicuro che sarà un film nettamente più intelligente di qualsiasi JP.

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  3. PROBABILMENTE...

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    1. Uno scienziato non fa mai affermazioni assolute, ma solo probabilistiche. Non ho l'arroganza di sapere cosa accadrà in futuro, né sono un dogmatico che non mette in conto di cambiare idea se nuovi dati lo porteranno a modificare la propria interpretazione. ;-)

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  4. D'accordo in parte:
    ogni cosa impressionante ha necessariamente un risvolto fiction, questo è chiaro, e quindi condannare Jurassic Park di non essere attendibile è come andare contro lo stereotipo Disney degli attuali animali antropomorfi nell'immaginario collettivo. Il discorso cambia se il film ha pretese divulgative, o se coloro che lo vosioneranno hanno un'idea ESCLUSIVAMENTE romanzata del dinosauro.
    Il mio parere è che il problema è ben lontano dall'esser dovuto ad un godzilla-rex, bensí è dovuto all'intera questione paleontologica, spesso e volentiero c'è un atteggiamento da isolani per quanto riguarda gli scienziati. Come se essi stessi vivessero nel mesozoico e che fossero in contatto epistolare con il presente. Ció che viene divulgato, viene tradotto in una lingua che non fa altro che allontanare i sub-appassionati o chi ne è semplicemente affasconato, e occhio, non mi riferisco ad un utilizzo di termini ignoti, ma alla peatica diffusa di accessoriare, "ricolorare" etc etc la stessa immagine di sempre, motivo per cui si preferisce la mera fiction hollywoodiana che a persone inesperte ne è una rappresentazione più che possibile. E parlo da inesperto e costante neofita che tuttavia ha saputo guardare con estrema criticità ogni aspetto dei film o della paleoarte 'principale'. A parte questo ritengo sia doveroso sottolineare una cosa scritta da te importantissima: ovvero che i dinosauri debbano esistere nella nostra mente anzichè esistere solo grazie a qualche paleoartista che è riuscito a darne una personale interpretazione accattivante.
    Grazie,
    Nicholas

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    1. Chiedo scusa per i numerosi errori, ma scrivevo di fretta da un cellulare oltre che reduce da una notte insonne, grazie ancora.

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