31 ottobre 2011

Thanatops cucurbidermis, un nuovo caro estinto

Ha destato scalpore la notizia del ritrovamento di un cranio di theropode dai livelli inferiori della Formazione Deathday (Bajociano-Kimmeridgiano, stando alle associazioni ad ammonoidi) del Nevada, il cui nome provvisorio è Thanatops cucurbidermis. Almeno un centinaio di paleontologi dal vicino 71° Meeting SVP di Las Vegas sono stati testimoni dell'esposizione quasi perfetta della superficie laterale sinistra di cranio e mandibole, parte del palato e gli ioidi. Si ritiene che la colonna cervicale sia in parte sotto il cranio.
Dalla combinazione di caratteri (inflazione del ramo frontale del postorbitale, presenza di un patter di rugosità e solchi analoghi al pericarpo cucurbitaceo maturo) si può ipotizzare che sia sinonimo con Halloweenia diesmortuorum.

30 ottobre 2011

Pregiudizi grafici e la struttura di Theropoda

I nostri pregiudizi visivi sono spesso una fonte immeritevole di giudizi.
Da ormai 10 anni, io studio nel dettaglio la filogenesi del clade Theropoda. Il risultato di tale studio è l'assemblaggio di un'analisi filogenetica che descrive la distribuzione degli stati di (ad oggi) 1396 caratteri morfologici (in grande maggioranza osteologici, più una piccola percentuale relativi al tegumento e ad alcune caratteristiche riproduttive che hanno lasciato evidenze fossili) in 362 unità tassonomiche. Il prodotto dell'analisi svolta con opportuni algoritmi sull'insieme dei dati raccolti può essere visualizzato in vari modi. Il modo più diffuso è quello di una struttura ramificata, avente alle estremità di ogni ramo ciascuna unità tassonomica. Il modo con cui assemblare il grafico ramificato è arbitrario. In genere, si imposta la visualizzazione affinché i rami più speciosi (ricchi di unità tassonomiche) siano posti sempre sulla stessa direzione di "crescita" del grafico. Seguendo questa procedura, il risultato è una forma che, in assenza di vincoli particolari, cresce e si espande in una direzione. Dato che tale direzione è imposta a priori dal programma grafico sarebbe sciocco vedere nell'asimmetria del grafico la manifestazione di un qualche fenomeno reale che "plasma" la distribuzione cladogenetica delle unità tassonomiche. Perciò, dato che attualmente il numero di coelurosauri è maggiore di quello di altri sottocladi di Neotetanurae, Tetanurae, Averostra e Neotheropoda, Coelurosauria risulta graficamente derivato. Ma ciò, ed è bene ricordarlo, è puramente un arbitrio di porre i cladi più speciosi lungo una stessa direzione ad ogni dicotomia.
Analogamente, la stessa speciosità genera un numero di sinapomorfie supportanti i sottocladi di Coelurosauria che supera le sinapomorfie nel resto di Theropoda. Ma ciò non implica che, "nella realtà del Mesozoico", i coelurosauri fossero "più derivati" degli altri cladi.
La nozione di "derivato", che in modo un po' subdolo richiama al vecchio concetto lineare di "evoluto", è quindi un attributo estrinseco dei taxa che noi applichiamo in relazione alle nostre scelte iconografiche.

28 ottobre 2011

I theropodi e il Darwinismo

I theropodi supportano il darwinismo? Secondo Ernst Mayr (1904-2005), il Darwinismo non è una teoria unica, ma un corpus integrato di 5 teorie. Vediamo se esse hanno un sostegno nei theropodi.

1- L'evoluzione è un fatto: il cambiamento nel tempo delle specie.
La distribuzione stratigrafica dei theropodi mostra che essi cambiarono come specie e come faune nel tempo. Non esiste una specie di Theropode che compare nel Triassico e persiste fino al Cretacico. Ciò conferma il concetto darwiniano che le specie non sono immutabili né eterne.

2- La discendenza comune: le forme di vita sono imparentate e condividono antenati comuni.
Non sarebbe possibile una filogenesi dei theropodi se non fosse evidente che essi sono classificabili in gruppi gerarchizzati tra loro basati sulla condivisione di caratteristiche la cui unica spiegazione scientifica è che siano ereditate da antenati comuni preesistenti.

3- La moltiplicazione delle specie: le specie generano altre specie.
Il numero delle specie note di Theropodi aumenta progressivamente dal Triassico Superiore al Cretacico Superiore. Ciò conferma che le specie si moltiplicano nel tempo.

4- Il gradualismo: le transizioni evolutive avvengono in modo graduale e non a balzi.
Sebbene la documentazione fossile dei vertebrati raramente mostri il gradualismo dell'evoluzione, è interessante notare che le forme con morfologie più "estreme" non compaiano nel Triassico, ma solo in seguito. I taxa più "aberranti" (Carnotaurini, Therizinosauridi, Tyrannosauridi, Oviraptoridi, Megaraptori, ecc...) sono noti "tardi", nel Cretacico Superiore: ciò supporta la nozione che l'evoluzione di forme "estreme" sia graduale e non avvenga in modo improvviso.

5- La selezione naturale: il successo differenziale all'interno delle popolazioni è il motore del cambiamento evolutivo.
Qualcuno potrebbe farmi notare che non è possibile osservare in azione la selezione naturale nei theropodi mesozoici. Io gli risponderei che i fringuelli delle Galapagos sono theropodi.

24 ottobre 2011

Problemi reali e problemi nominali

Un problema meramente nominalistico

Molti appassionati di theropodi si dilungano in problemi come quello illustrato qui sopra (assumendo che l'ipotesi di Xu et al sia valida, cosa che io non considero affatto tale). In realtà, qui sopra il problema non esiste.

19 ottobre 2011

Archaeopteryx Football Team ed una nota tafonomica

Come forse sapete già, circola in rete la foto di un nuovo esemplare di Archaeopteryx scoperto in Baviera, quasi un regalo per il suo 150° compleanno. Si tratterebbe del undicesimo esemplare di Archaeopteryx... insomma, il numero minimo per una squadra di calcio.
Se un articolo che lo descrive sarà pubblicato (cosa molto probabile), ne parlerò in modo dettagliato al momento opportuno.
Qui, voglio solo farvi notare la preservazione dello scheletro.
L'esemplare mostra l'intera colonna vertebrale, il bacino articolato, le gambe articolate e complete. La testa è mancante. Il cinto pettorale è staccato dal corpo e slittato tra le gambe. Un arto anteriore è mancante. Evidenti tracce del piumaggio sono conservate.
Qualcuno potrebbe trovare bizzarro il grado di preservazione dello scheletro, così ben articolato e preservato tranne la testa e parte del cinto pettorale. Tuttavia, questa condizione è coerente con ciò che sappiamo della decomposizione del corpo degli uccelli in acqua.
Uno studio sperimentale (di cui purtroppo ora non ricordo autori e titolo) ha osservato le fasi della decomposizione di carcasse di uccelli immerse in acqua. Lo studio rilevò che la testa è la prima parte del corpo a steccarsi, seguita dal cinto pettorale. Il nuovo Archaeopteryx mostra esattamente questo stadio della decomposizione.

18 ottobre 2011

Muscoli e scatti da Carnotaurus

In un passato post, ho parlato di nuovi studi sulla muscolatura caudofemorale (il principale muscolo retrattore della gamba nei rettili) in Tyrannosaurus. Lo stesso team ho pubblicato uno studio analogo su Carnotaurus (Persons e Currie 2011).
Coda e pelvi in un carnotaurino ideale (da Persons e Currie 2011)