30 luglio 2010

Indovina (metriorin)chi

In data odierna è indetto un concorso per indovinare il nome del nuovo metriorinchide descritto da Cau & Fanti (in press). Ovviamente, le 3 persone oltre a me e Federico che conoscono già il nome non possono partecipare.
Avrete tempo una settimana. Nel caso (probabile) che nessuno indovinasse, vincerà chi si sarà avvicinato maggiormente al nome vero. Il vincitore sarà annunciato dopo la pubblicazione ufficiale dell'articolo. In premio, un post su un tema a vostra scelta.
AVVERTENZA: IL CONCORSO SARA' VALIDO SOLO SE PARTECIPERANNO ALMENO 3 PERSONE :-)

28 luglio 2010

La "coscia" di pollo

Nonostante sia da almeno una settimana che non pubblico nuovi post, noto con piacere che almeno 150-300 visitatori si collegano almeno una volta al giorno con Theropoda. Mi dispiace deludere le attese dei lettori più fedeli, ma in questi giorni i miei impegni sono tali da non permettermi di trovare tempo a sufficienza per postare qualcosa. Assolti gli impegni di lavoro (totalmente slegato dalla paleontologia), la preparazione di alcuni articoli (tra cui un nuovo theropode veramente molto interessante) e la revisione di un articolo di alcuni colleghi, il mio cervello necessita di riposo, e non ha la freschezza che pretendo per i miei post. La qualità, prima di tutto.
Per chiudere, approfitto del mini-post per smentire un diffuso errore terminologico legato al theropode più amato ed importante per la storia umana, il pollo, Gallus gallus.
Per motivi che non conosco, è abitudine (almeno in Italia) di chiamare "coscia di pollo" la zona del tibiotarso. In realtà, la coscia vera e propria, come potete verificare su voi stessi, è la zona del femore (che va dal bacino al ginocchio), mentre la "coscia" di pollo è il tibiotarso (la zona che va dal ginocchio al piede). Tale errore terminologico (che non mi stanco mai di combattere ogni volta che ho delle belle cosce... ehm... dei bei polpacci di pollo davanti a me) probabilmente è collegato alla vulgata popolare che afferma che gli uccelli hanno "le ginocchia al contrario". In realtà, anche in questo caso, l'errore nasce dal fraintendere l'articolazione della caviglia con quella del ginocchio. Il vero ginocchio degli uccelli è quasi sempre invisibile, essendo coperto da muscoli e piumaggio e trovandosi molto in alto, prossimo al bacino, a causa della ridotta dimensione del femore negli uccelli attuali.
Diffondete il verbo e contribuite a estrirpare il falso ginocchio della falsa coscia del pollo.

20 luglio 2010

Il morso di _Deinonychus_


 
I grandi dromaeosauridi sono noti sopratutto per il loro secondo dito del piede specializzato, descritto nel dettaglio qui.
Tuttavia, come ho notato altrove, essi sono distinguibili dai dromaeosauridi di taglia medio-piccola sopratutto per la maggiore robustezza delle loro mandibole, che suggerisce una maggiore propensione all'uso della dentatura nella predazione, almeno se confrontati con la maggioranza degli altri maniraptoriformi, generalmente onnivori, insettivori o erbivori. Una recente scoperta ha permesso di quantificare l'entità della potenza di queste dentature.

16 luglio 2010

Diversi profili (biomeccanici) per _Spinosaurus_

In un suo recente studio, Manabu Sakamoto (2010) ha discusso la biomeccanica mandibolare e l'evoluzione delle performance del morso nei theropodi mesozoici. Potete leggere una articolata discussione di questo studio dal blog di Manabu.
Tra i taxa inclusi nello studio è presente Spinosaurus. Il modello di cranio di Spinosaurus usato da Manabu per il suo studio è quello di Dal Sasso et al. (2005), basato su una ricostruzione di Simone Maganuco.
In un commento al post di Manabu, mi chiedevo quanto cambierebbe il risultato utilizzando la ricostruzione del cranio di Spinosaurus che propongo io, basata su una (leggermente) differente organizzazione delle ossa craniche, che produce un cranio con il rostro più inclinato ventralmente.
Con piacere, scopro che Manabu ha calcolato i valori per questa seconda versione di Spinosaurus: potete vedere il risultato qui. Il risultato indica che la mia ricostruzione ha un profilo biomeccanico più vantaggioso rispetto alla ricostruzione "classica", col muso orizzontale rispetto alla parte posteriore del cranio.

Ringrazio Manabu Sakamoto per aver "esaudito" questa mia curiosità.
Bibliografia:
Dal Sasso, C.; Maganuco, S.; Buffetaut, E.; and Mendez, M.A. 2005. New information on the skull of the enigmatic theropod Spinosaurus, with remarks on its size and affinities. Journal of Vertebrate Paleontology 25:888–896.

13 luglio 2010

Paleoarte o Plagio? La parola ai miei lettori

I fatti contano più delle parole.
In un recente post ho duramente criticato un'opera che ha vinto il secondo premio in un concorso di illustrazione scientifica dei dinosauri. La mia critica era esclusivamente di tipo scientifico (l'opera era molto sbagliata sulla base di tutto ciò che nel 2010 sappiamo dell'anatomia dei Dromaeosauridae), ma sollevava anche un commento artistico: che valore ha una palese copia del "raptor" di Jurassic Park? Una copia non ha valore artistico, perché è, appunto, la copia di un'altra. Dov'è la creatività?
Nella mia critica NON ho parlato di altre questioni (come la nazionalità dei vincitori o quella di altri partecipanti), quindi, nessuno può accusarmi di essere stato di parte o di aver voluto difendere altre persone. Io ho espresso solamente il mio giudizio personale di studioso di theropodi e amante della paleoarte.
Tuttavia, un lettore ha criticato che il mio post fosse ingiusto. Ripeto: secondo me, quell'opera è una brutta copia del brutto dromaeosauro di Jurassic Park. Tutto il resto (il concorso, la giuria, i partecipanti) non mi interessava e non era l'obiettivo del post.
Forse mi sbaglio. Forse quell'opera è bella, originale e di valore.
Giudicate voi:

Buon Compleanno, _Kemkemia_!


Un anno fa, io e Simone Maganuco pubblicavamo la descrizione di una bizarra vertebra caudale dal Cenomaniano del Marocco, che attribuivamo ad un nuovo theropode di taglia media, Kemkemia auditorei.
Per quanto frammentario, l'olotipo di Kemkemia è altamente diagnostico, e permetterà l'attribuzione di ulteriori resti comprendenti vertebre caudali, nel caso fossero scoperti in futuro. Attualmente, confrontandolo con i theropodi coevi del Nordafrica, esso è distinguibile direttamente solo con Deltadromeus (per proporzioni del centro e delle zigapofisi) dato che non esiste materiale per un confronto diretto con gli altri theropodi del Kem Kem, come Spinosaurus e Carcharodontosaurus, dei quali, per ora, non esistono vertebre caudali medio-distali. Tuttavia, alcune caratteristiche di Kemkemia propendono per attribuirlo ad un abelisauroide, e, quindi, escluderebbero uno status tetanuro (e quindi l'eventuale sinonimia con Spinosaurus e Carcharodontosaurus).
Vedremo se le sabbie del Marocco ci forniranno in futuro nuovi indizi per confermare o smentire queste ipotesi.

12 luglio 2010

Il Polpo Paul e la probabilità del BAND

In questi giorni la rete ed i media parlano e straparlano di un simpatico (e totalmente inconsapevole) polpo in un acquario, che, a detta di molti, avrebbe incredibili capacità divinatorie, in quanto avrebbe previsto i risultati di tutte le principali partite giocate nel Mondiale di Calcio in Sudafrica. Ovviamente, questo polpo, soprannominato "Paul", non ha alcun potere mistico, e le sue azzeccatissime previsioni sono da considerare puramente casuali. In fondo, si sa, la fortuna è cieca.
Recentemente, ho parlato di come si misura la plausibilità di un'ipotesi evolutiva. In particolare, alcuni lettori hanno chiesto se e come sia possibile distinguere ipotesi alternative più o meno robuste. Un albero lungo 3 steps più dell'ipotesi parsimoniosa è un'alternativa valida o va scartato?
Non esiste un "valore soglia" oltre il quale un'ipotesi alternativa diventa inaccettabile. Questo perché il numero degli step evolutivi non è una misura assoluta (come la temperatura in Kelvin), ma varia in funzione del numero di caratteri e di taxa presenti nella matrice. Un'indicazione più affidabile si può ottenere cambiando punto di vista. Per capirlo, ritorniamo al nostro caro polpo Paul.

09 luglio 2010

Nuntio vobis CAUdium magnum:

HABEMUS METRIORHYNCHIDAM!
Ebbene, sì. Oggi ho ricevuto la comunicazione dalla rivista scientifica alla quale io e Federico Fanti abbiamo proposto la descrizione del "Coccodrillo di Portomaggiore", che l'articolo è stato ritenuto meritevole di essere pubblicato!
Ovviamente, non è ancora il momento per rivelare al mondo i contenuti della nostra ricerca: dedicherò una serie dettagliata di post sull'evento quando la pubblicazione avverrà ufficialmente. Intanto, io stasera brinderò con una bella birra dello stesso colore della lastra nella quale è incastonato il mio coccodrillo preferito.
Restate sintonizzati su Theropoda!

07 luglio 2010

Illustrazione scientifica o Jurassic-Pacchianata?

Immaginate di partecipare ad un concorso dedicato ad opere di illustrazione scientifica aventi a tema il corpo umano. Vi preparate bene, secondo il regolamento, e realizzate con le vostre mani (ed il vostro studio) una tavola che illustra un corpo umano in modo scientificamente accurato ma al tempo stesso accattivante anche per l'occhio. Vi ricordo, il concorso chiedeva esplicitamente opere scientifiche riguardanti il corpo umano.  
Arriva la data del verdetto della giuria. Voi non vincete: niente male: sicuramente, qualche opera molto più meritevole, accurata scientificamente e pregevole nella tecnica ha vinto il primo, secondo e terzo premio. Andate a controllare, e scoprite che il secondo premio è andato a questa opera:
Un uomo illustrato scientificamente?

04 luglio 2010

Un nuovo aviale sferopodide dal Liaoning

Finora non mi sono accodato alla generale euforia calcistica dei Campionati Mondiali. Tuttavia, la bizzarra coincidenza di una "pseudo-notizia" a sfondo theropodologico e calcistico proveniente proprio dalla provincia cinese di Liaoning (ricchissima di fossili di theropodi piumati del Giurassico-Cretacico) sembra quasi fatta apposta per questo blog.
Nella foto, un aviale "spheropodidae" (letteralmente "palla-piede", quindi, "football") dall'Olocene del Liaoning.

03 luglio 2010

150000 (e 300000)!

Sono occorsi 2 anni a questo blog per arrivare da 0 a 100 mila visite, ma solo 5 mesi per passare da 100 a 150 mila visitatori! In contemporanea, il blog ha superato 300 mila contatti (con una media nettissima di 2 click a visitatore)!

Una misura oggettiva di un buon successo ancora in crescita. Grazie a tutti i miei lettori, sia quelli fissi che i visitatori occasionali.