30 marzo 2010

_Kileskus aristotocus_ Averianov et al. 2010, Tyrannosauroidea russo

Oggi è una giornata molto Dogger per me. Per chi non lo sa, Dogger è il nome del Giurassico Medio.
Tralasciando articoli in prep., ecco una scoperta molto interessante, che pare fare da contrappasso alle varie discussioni recenti sul Tyrannosauroidea (presunto anche se plausibile) australiano.
Averianov et al. (2010) descrivono i resti di un theropode di taglia medio-piccola da una nuova formazione dal Bathoniano (Giurassico Medio) della Siberia Occidentale (Russia), Kileskus aristotocus.

Coming Soon: Un Tyrannosauroide dalla Siberia!

Dall'Australia Polare alla Siberia...

29 marzo 2010

_Xixianykus_ Xu et al (2010), il primo alvarezsauridae cinese

Mi prendo una pausa dalle mie ricerche sul DNA degli abelisauroidi (non sto scherzando... ma ne parlerò solo al momento opportuno) per parlarvi di un nuovo studio pubblicato oggi, che conferma i rumors sul fatto che il 2010, oltre ad essere l'anno dei ceratopsi, sarà anche l'anno degli Alvarezsauroidei.

26 marzo 2010

Se non fosse per l'assenza di autapomorfie, meriterebbe di essere chiamato: "Ozraptorex"


Un ipotetico tyrannosauroide polare ucronico dal mondo di Specworld, forse più reale di quanto si pensasse...
Questo post è la continuazione del precedente.
Il risultato di Megamatrice alla luce dei dettagli espressi in Benson et al (2010) e della interessante discussione che ho avuto questa mattina con Roger Benson (da cui è scaturito il carattere # 1223 relativo alla rugosità muscolare laterale del peduncolo iliaco del pube) produce un risultato che conferma pienamente l'ipotesi degli autori dello studio pubblicato oggi su Science.
L'ipotesi più plausibile dell'affinità del pube australiano (in attesa di dati futuri, ma comunque robusta) è che esso appartiene ad un Tyrannosauroidea di taglia medio-piccola (lungo circa 3 metri) filogeneticamente più derivato di Raptorex, Eotyrannus e Bagaraatan, e prossimo (sebbene esterno) a Tyrannosauridae.
Quindi, non ci sono obiezioni particolari ad ipotizzare che l'Australia meridionale di 110 milioni di anni fa, collocata all'interno del Circolo Polare Antartico (con tutte le implicazioni paleoclimatiche che ne derivano, tra cui, un possibile aspetto come quello che apre il post) fosse popolata da tyrannosauroidi morfologicamente simili a Raptorex e Alioramus, adattati alle rigide condizioni sub-antartiche temperato-fredde di quegli ambienti estremi.

25 marzo 2010

Un Tyrannosauroide Australiano (o una convergenza rampante) !

Ammetto che la mia primissima impressione di fronte alla notizia fu di leggero scetticismo. Infatti, pensai, non sarebbe stata la prima volta che resti molto frammentari di theropodi gondwaniani fossero frettolosamente attribuiti a qualche clade laurasiatico (ad esempio, vertebre abelisauroidi attribuite ad oviraptorosauri; femori allosauroidi attribuiti a ornithomimosauri; megaraptori che sono stati collocati in qualche linea basale di coelurosauri, ecc...). Quindi, non mi sarei stupito se un pube isolato, come quello descritto oggi su Science (Benson et al., 2010), dal Cretacico "medio" dell'Australia meridionale, fosse stato erroneamente identificato come un Tyrannosauroidea. Inoltre, a parte un paio di attribuzioni incerte, non esistono resti validi di tyrannosauroidi nell'intero Gondwana.
Tuttavia, osservando l'esemplare nelle sue varie viste, e codificandolo per Megamatrice, è indubbio che sia molto simile al pube dei tyrannosauroidi, più che a qualunque altro clade noto.

_Longicrusavis_ (O'Connor et al 2010), il caos paleornitico e la prima citazione ufficiale di Megamatrice (in partis)

Longicrusavis (O'Connor et al. 2010). Notare la curiosa dislocazione del cranio, a livello della zona sacrale, dovuta al fantomatico "Effetto Harris" (rettangolo rosso a destra)
La radiazione esplosiva degli uccelli Cretacici è ancora tutta da scoprire. Come ho detto altrove, il fatto che una singola regione fossilifera (il Biota Jehol della Cina) stia fornendo così tanti esemplari, specie, morfologie, dimostra che l'intero pianeta, nel Cretacico, doveva essere popolato da un numero incredibile di uccelli (qui intesi come membri di Avialae, ovvero, tutto ciò che ha un legame evolutivo con Passer più stretto che con Deinonychus). La "supremazia" cinese in fatto di aviali basali è dovuta solamente ad un "effetto Lagerstatten", ovvero, al fatto che, per ora, solo in Cina sono stati scoperti giacimenti fossiliferi con quelle particolari condizioni che permettono alle delicate strutture ossee e tegumentarie dei theropodi di taglia medio-piccola di preservarsi.
Un nuovo aviale è stato pubblicato in questi giorni.

22 marzo 2010

Il più antico tetanuro NON è il più antico tetanuro

Il titolo del post non è un mero gioco retorico derivante dalla rigorosa applicazione dell'Effetto Signor-Lipps, bensì, una affermazione scientifica fondata su fossili reali.
Benson (2010) ha recentemente ridescritto l'olotipo (ed unico esemplare noto) di Magnosaurus, un megalosauroide di taglia medio-piccola dal Bajociano (Giurassico Medio) dell'Inghilterra. Se avete una buona conoscenza della distribuzione temporale dei theropodi, noterete che Magnosaurus è il più antico tetanuro noto al mondo. In realtà, esistono altri resti di theropodi, più antichi, del Triassico Superiore e del Giurassico Inferiore, attribuiti a Tetanurae, ma Benson (2010) mostra che essi non sono attribuibili con certezza a Tetanurae (e quindi non possono essere citati come prove certe di tetanuri precedenti il Giurassico Medio), oppure (come nel caso del probabile therizinosauro Eshanosaurus) potrebbero essere sì tetanuri, ma non esiste una robusta datazione dei loro resti (e quindi potrebbero essere più recenti di Magnosaurus).
Benson cita alcuni di questi fantomatici tetanuri più antichi di Magnosaurus, e tutti, tranne uno, sono effettivamente dei non-tetanuri, o hanno età incerte. Ad esempio, Cryolophosaurus è ormai senza dubbio collocabile nel grado dilophosauride dei Neotheropodi basali, e non può più essere citato come prova di tetanuri nell'inizio del Giurassico.
Tuttavia, almeno un esemplare citato da Benson parrebbe avere tutte le carte in regola per essere un tetanuro più antico del tetanuro più antico (ovvero, di Magnosaurus).

21 marzo 2010

Orrori di Letame


In numerosi post ho elogiato gli eroi della "Rivoluzione Paleontologica" Italiana, sia nell'ambito della ricerca che della divulgazione iconografica rigorosa e professionale. Ho lodato le opere di Marco Auditore, Lukas Panzarin, Davide Bonadonna, Troco e Loana Riboli, perché penso che essi meritino tutta la nostra stima. Al tempo stesso, ho fatto costante opera di divulgazione per diffondere una concezione matura dei dinosauri, concezione che si esprime anche e sopratutto nel piacere che dona un'opera scientificamente corretta e, contemporaneamente, bella, espressione di maestria tecnica, perizia estetica ed armona (ovvero, verosimiglianza con la naturalezza), senza perdere nella carica emozionante.
Potreste pensare che l'editoria nostrana segua essa stessa questi valori di rigore scientifico (aggiornato perchè sinergico con i ricercatori) e di estetica naturalistica. Purtroppo, non è così.
In questo post, mostro alcuni orribili obrobri di pessiva iconografica paleontologica. Essi non sono l'opera di qualche ragazzino cresciuto a B-movie, o fascicoli aggiornati al 1972, ma fanno parte di una collana divulgativa che è attualmente in vendita, nel 2010 di Anchiornis colorati, Velociraptor piumati e Tethyshadros. Questa pessima collana di bassa divulgazione e di ancor più bassa iconografia, mi è stata segnalata da un caro amico, che ha molto a cuore (come me) la sinergia tra buona paleontologia e buona paleoarte. Ciò che rende ancora più frustrante e avvilente questa opera, è che essa è parte di un progetto divulgativo di una importante casa editrice, la quale, evidentemente, non è minimamente in grado (vuoi per ignoranza, vuoi per scarso interesse ai veri significati dalla divulgazione) di comprendere perché il suo prodotto è scadente e fallimentare per principio. Evidentemente, l'importante è solo vendere ad un pubblico di bassa formazione e di scarsa competenza, il quale, di conseguenza, resterà di bassa formazione e di scarse esigenze verso la qualità paleontologica. Ciò, purtroppo, a tutto svantaggio di artisti qualificati come quelli citati ad inizio post.
Ora, penserete che questo sia l'ennesimo post saccente del borioso dott. Cau, esageratamente pignolo verso i dettagli delle opere paleoartistiche, incapace di apprezzare opere che non siano supervisionate da paleontologi esperti. Bene, giudicate voi stessi, se le mie impressioni sono eccessivamente dure e critiche verso queste che, a tutti gli effetti, sono delle opere di letame (per non dire altro):

19 marzo 2010

Lo squisito _Linheraptor_ Xu et al. (2010) ed il destino di _Tsaagan_

Una delle eredità più dannose della sistematica di Linneo è il concetto di rango tassonomico, ovvero, l'idea che due cladi battezzati con lo stesso suffisso, ad esempio "-idae", siano delle entità analoghe sotto un qualche (non ben specificato) criterio di gerarchia naturale. Ovvero, il fatto che un gruppo sia arbitrariamente considerato "una famiglia" implicherebbe che esso sia "analogo" ad altri gruppi considerati anche essi famiglie. Ciò è assurdo e insensato. Credete forse che per il solo fatto di essere entrambi considerati "famiglie" i cladi Hominidae e Dromaeosauridae siano tassonomicamente analoghi? Il primo è un piccolo clade di mammiferi  oggi ridotto ad una sola specie, nato meno di 10 milioni di anni fa, vissuto prettamente in Africa e solo da poco cosmopolita; l'altro è un enorme clade mondiale di theropodi durato almeno 80 milioni di anni, distribuito sull'intero pianeta, e che per buona parte della sua storia era composto da numerosi generi, molto diversificati e occupanti almeno 3 ordini di grandezza dimensionale (da meno di un kg fino a quasi mezza tonnellata). 
Un nuovo tassello di questa grande radiazione maniraptoriana di successo è stato pubblicato oggi.

17 marzo 2010

Rinascimento Italiano, Atto Ottavo: APPIceratops!

 
Alessandro Carpana e John Scannella (foto di F. Pastori)
Gli incontri della APPI si stanno rivelando sempre più belli, interessanti e appassionanti. Sono anche un simpatico momento di incontro con dei cari amici. Con un anno esatto dalle Conferenze di Horner, Alessandro Carpana ha organizzato a Parma un interessante incontro con John Scannella, della Montana State University.

15 marzo 2010

Fuori Tema Ceratopside: Quo Vadis, _Torosaurus_?

A differenza dei miei amici Simone Maganuco e Lukas Panzarin, attenti studiosi di questioni ceratopsiane, non ho la minima idea su quale sia lo status tassonomico di Torosaurus, ovvero, se sia solamente un sinonimo junior di forme senili di Triceratops. Per questo, oggi sarò un attento ascoltatore ideale della Conferenza di John Scannella.
Onestamente, non fa molta differenza chiamarlo Torosaurus o Triceratops: è (e resta sempre) mangime per Tyrannosaurus.
A breve, vi farò sapere l'esito della Conferenza.

14 marzo 2010

Theropoda, ovvero, dell'Iconoclastìa


Una scena doppiamente smitizzata: un singolo carcharodontosauride attacca un titanosauride non-adulto.

Uno dei motivi per cui è nato questo blog è la smitizzazione della paleontologia dei dinosauri. Credo che pochi altri ambiti della scienza siano così mitizzati nella cultura popolare (ed anche tra i ricercatori) come lo studio dei dinosauri. Concezioni spesso accettate per vere senza essere state vagliate in modo rigoroso, dogmi o speculazioni assunti come ovvi nonostante non siano che congetture o modelli, interpretazioni accettate come uniche ed insostituibili, sebbene siano solamente versioni plausibili in un ben più ampio ventaglio di alternative ugualmente probabili (o addirittura ben più probabili). Perché questi miti persistano o si conservino, perché alternative scientificamente valide non siano spesso nemmeno menzionate, perché spesso le alternative corrette si scontrino con l'ostilità di chi, probabilmente, non ha i mezzi concettuali per affermare consapevolmente la validità o meno delle ipotesi a loro care, sono tutti temi per altri blog. Qui, mi limito a esporre le argomentazioni scientifiche pro o contro determinate interpretazioni. Perché alla fine, curiosamente, buona parte dei miti sono solamente interpretazioni che hanno saputo trarre aldilà dell'oggettività la propria base e fondamento.
Finora, ho discusso di 10 miti, ma chissà quanti altri sono ancora da trattare, e chissà quanti stanno emergendo dal ricco humus delle straordinarie scoperte dell'ultimo ventennio. 

Per chi volesse rileggerli, eccoli in sequenza:

13 marzo 2010

Miti e Leggende Post-Moderne sui Theropodi Mesozoici - Undicesima Puntata: "Clever Girl"... or not?


Nel più citato e mistificato film sui dinosauri della storia (e nel romanzo da cui è tratto) è presente, tra gli innumerevoli concetti diventati miti indiscutibili, quello della determinazione sessuale nei dinosauri. Come saprete, nel Parco Giurassico gli animali sono stati creati tutti femmine, anche se, per un bizzarro concatenarsi di eventi sfavorevoli, alla fine si scopra che "la Vita vince sempre" e che nell'isola abbiamo anche animali di sesso maschile (ad uso e consumo di sequels con esemplari giovanili procreati naturalmente). Nel film, gli animali, viene esplicitato, sono tutte femmine perché dal concepimento "gli embrioni dei vertebrati sono tutte femmine" e che alcuni diventano maschi per l'azione di un determinato ormone che, nel caso dei dinosauri del film, non viene somministrato. Ma sarà vero?

10 marzo 2010

La bizzarra dentatura di _Shenqiornis_ Wang et al., 2010

Quando avevo 10 anni, ed ero già un avido divoratore di divulgazione paleontologica, la lista degli uccelli mesozoici si riduceva a tre nomi: Archaeopteryx, Hesperornis e Ichthyornis. Nonostante allora (siamo alla fine degli anni '80 del secolo scorso) alcuni nuovi taxa fossero già stati scoperti (in particolare, i primi resti di enantiorniti, tra cui Gobipteryx ed Enantiornis), essi erano ancora relegati nella cerchia dei paleontologi professionisti. Come ho detto più volte, spesso la generazione divulgativa è un paio di decenni più arretrata della scienza contemporanea.
Oggi abbiamo un quadro molto ricco degli uccelli mesozoici, in continua crescita. Si stima che l'attuale conoscenza (una trentina di generi) sia solo una infima punta di un iceberg colossale. La prova di ciò è data dal fatto che circa un terzo di questi nuovi generi proviene da strati del Cretacico Inferiore della Cina nord-orientale. Ora, dato che tale ricchezza non è legata a qualche bizzarra unicità dell'Asia orientale mesozoica, ma solamente al fatto che finora essa sia stata la principale area di scoperta di giacimenti adatti alla preservazione delle fragili ossa degli uccelli, è evidente che l'intero pianeta è una potenziale miniera di uccelli mesozoici. Infatti, altre aree stanno lentamente mostrando faune ugualmente ricche (la Spagna del Cretacico Inferiore, l'Argentina del Cretacico Finale) e chissà quali altri siti devono ancora essere scoperti. Non ho dubbi che durante il Mesozoico siano comparse sulla terra migliaia di specie di uccelli, ancora da scoprire. Probabilmente, forme adattate a vivere in ambienti poco propensi alla fossilizzazione, come le scogliere o le fitte foreste, non lasceranno molte tracce, mentre altri, abitanti di bacini lacustri, deserti sabbiosi o vicino a regioni vulcaniche (capaci di generare siti-ecatombi come Pompei) siano solo in attesa di essere trovati. Un nuovo esempio di questa grande radiazione di microtheropodi è stato pubblicato recentemente.

09 marzo 2010

Grazie a tutti, non tutto è perduto!

Grazie a tutti coloro che in queste ore mi hanno espresso solidarietà e consigli sull'eventuale modo di salvare il salvabile!
Non tutto è perduto: infatti, almeno 11 GB erano salvati in altri supporti, e sono stati ripristinati. Quindi, non bisogna disperare.

Herrerasaurus 
E già un nuovo file su un nuovo theropode dalla dentatura bizzarra è stato aggiunto all'archivio! 
Cos'è? Non è Herrerasaurus, qui mostrato come esempio estratto a caso dalle immagini scampate al disastro...
Prossimamente, su Theropoda...

08 marzo 2010

Il mio Chicxulub ..-(

Alla fine è successo.
Per una serie incomprensibile di eventi del mio ormai vecchio PC, prossimo al settimo compleanno, ho perso l'intera cartella di file contenente tutti gli articoli raccolti in questi anni. Probabilmente ho fatto la cosa sbagliata nel momento sbagliato, provocando una perdita dei file... Sto parlando di almeno una dozzina di GB di  articoli, foto e informazioni elettroniche, alcune praticamente introvabili. Non ho ben capito cosa sia accaduto, tranne che ho perso moltissimi file. Per fortuna, Megamatrice e le bozze dei miei articoli in preparazione sono salvi.
Niente di drammatico: grazie agli amici e colleghi, nonché alle riserve in altri archivi separati, penso di ricostruire il mio archivio in breve tempo. Nel frattempo, non potrò essere a pieno regime paleontologico...

Poteva andare peggio, anche se so che alcune foto e immagini che avevo sono andate per sempre perdute...
..-(

07 marzo 2010

Theropodi Quadrupedi?

Incipit futile. Credo che limiterò in futuro i pre-post "Coming Soon". Essi invogliano alcuni lettori informati sui temi del post annunciato a dire la loro prima ancora che il post sia stato scritto, anticipando in parte ciò che verrà discusso nel post. So che non è fatto in malafede, ma, chissà se ciò è gradito dagli altri lettori. Io non censuro nessuno dei loro commenti, ma, nondimeno, ammetto che mi sento meno invogliato a scrivere qualcosa nel dettaglio se qualcuno ha già anticipato alcuni temi (e, peggio alcune conclusioni) in quei commenti. Chissà se tale perdita di interesse accade anche ai lettori... In effetti, che gusto c'è a leggere i dettagli di qualcosa se altri hanno già anticipato parte delle conclusioni? 
Diciamo che me la vado a cercare... Quindi, è meglio se evito di "fare pubblicità al post" prima di pubblicarlo.

Ad ogni modo, se non sapete molto a proposito di theropodi quadrupedi, o se li conoscete ma vorreste sapere alcuni dettagli sul se e come essi siano scientificamente validi, ecco il post.

06 marzo 2010

Coming Soon: Theropodi quadrupedi?

Baryonyx, ricostruzione scheletrica  (S. Hutt, 2005)

05 marzo 2010

Chicxulub e la Fine del Mesozoico

L'estinzione di massa di 65.5 milioni di anni fa che conclude il Mesozoico è uno dei temi scientifici più affascinanti e seguiti. Nessun altro evento paleontologico ha avuto un così grande impatto (gioco di parole) sull'immaginario post-moderno e sulla comunità scientifica, ha generato ricerche e ispirato neo-miti. Tra tutte le estinzioni di massa, quella del limite K-Pg (ex "K-T"), sebbene sia la terza in intensità di decimazione (stimata) di specie, è la più famosa, discussa, evocata, illustrata, immaginata, fraintesa, mitizzata e citata. Il motivo è ovvio: tutte le linee di Dinosauri (non-neorniti), oltre a molti altri taxa interessanti, cessano di persistere con quell'evento. 

04 marzo 2010

Coming Soon: L'Estinzione di massa della fine del Mesozoico

 Nel frattempo...
 
(messaggio promozionale)
Quanto c'entra con l'estinzione della fine del Cretacico? 
Beh, quanti taxa di Theropoda non-neornithi sopravvissero al Mesozoico?

_Asilisaurus_ (Nesbitt et al., 2010) ed il Lato Oscuro di Dinosauria

Potrei scrivere un post che ricalca in parte molti altri illustri colleghi blogger, ma evito di farlo. Se volete sapere informazioni dettagliate sul nuovo Dinosauriformes basale (nonché Silesauridae basale) dal Triassico Medio della Tanzania,  Asilisaurus Nesbitt et al. (2010) vi rimando all'eccellente post su Chinleana.
 
Silesaurus (al centro) ed altri dinosauromorfi triassici (artwork di Donna Braginetz)

Io invece voglio discutere più nel dettaglio le implicazioni che questa scoperta ha per i Theropodi. Ovviamente, tali implicazioni non sono dirette, dato che Asilisaurus, come tutti i silesauridi, non è un theropode. Tuttavia, le implicazioni evolutive di questa scoperta si diffondono linearmente lungo la filogenesi di Dinosauriformes (il clade comprendente silesauridi e dinosauri), determinando un riassetto delle carte in gioco. Per farvi comprendere di cosa parlo, partirò dal portabandiera dei silesauridi, Silesaurus (Dzik, 2003) e dalla inattesa combinazione di caratteristiche che lo contraddistingue.

03 marzo 2010

Coming Soon: La Preistoria Africana dei Dinosauri

Immaginatevi un mondo veramente preistorico, popolato da Proto-dinosauri erbivori quadrupedi e da Proto-coccodrilli con vela dorsale come quella di Dimetrodon
Non è una fantasia, è l'inizio del Triassico Medio in Africa...

Questione di polso

Incisivosaurus con mani abdotte (dal sito di Fossili Veraci)

Stendete in avanti il vostro braccio destro (quello che, a differenza mia, buona parte dell'umanità usa per scrivere), orizzontalmente. Ora, mantenendo il palmo della mano rivolto verso il basso, ruotate lateralmente la mano cercando di portare il pollice il più avanti possibile. Questo movimento di rotazione della mano lungo il piano orizzontale è detto abduzione (con "bd"). Il movimento esattamente opposto, che ora fate per riportare la mano allineata all'avambraccio è detto adduzione (con "dd"). Noterete che gli angoli massimi di abduzione e di adduzione della mano sono relativamente simili. Anche se, intuitivamente, potreste pensare che la stessa cosa possa accadere alla mano di un uccello, in realtà questi animali hanno una grandissima capacità di abduzione (all'esterno), molto superiore alla nostra, ma una scarsissima, quasi nulla, capacità di adduzione (all'interno) della mano. Ciò è dovuto alla particolare morfologia asimmetrica del loro polso, che permette quel tipico comportamento aviario che è la ripiegatura dell'ala a riposo, ovvero, l'iper-abduzione del polso. Questo adattamento ha un evidente vantaggio in animali con arti anteriori molto lunghi su cui si inseriscono delle penne molto lunghe. 
Ed il polso degli altri theropodi, come funzionava? Quando comparve l'iper-abduzione del polso?

02 marzo 2010

What the Hell (Creek) is _Torosaurus_?

Per conoscere la probabile risposta scientifica a questa domanda, vi invito a Parma, il 15 Marzo, per una conferenza speciale dell'APPI, con John Scannella, della Montana State University (USA) che parlerà proprio dei suoi studi relativi ai ceratopsidi del Maastricthiano Superiore Nordamericano.
QUANDO VI RICAPITERA' UNA SIMILE OCCASIONE IN ITALIA?
Tutti i dettagli della conferenza qui.

Un serpente "dinosaurofago"!

Se nel momento in cui avete letto il titolo del post (e non sappiate ancora nulla dello studio che sto per descrivere) aveste pensato ad un boa di 30 metri oppure che vi stia prendendo in giro, allora significa che non avete ancora imparato le 3 Leggi di Holtz e non avete grande fiducia nella complessità della Natura. Infatti, non c'è nulla di bizzarro in ciò che sto per narrare, anche se, ovviamente, si tratta di una scoperta molto affascinante e interessante.

01 marzo 2010

_Pneumatoraptor fodori_ Osi et al. (2010)

Conoscevo questo studio da qualche settimana, ma ho evitato di parlarne prima che fosse pubblicato ufficialmente.
La pneumatizzazione scheletrica, ovvero, la presenza di cavità interne nelle ossa, probabilmente occupate da diverticoli (sacchi) del sistema aerifero dell'apparato respiratorio, è una caratteristica della maggioranza dei theropodi. In effetti, in numerose linee evolutive si osserva una tendenza parallela all'espansione della pneumatizzazione dello scheletro. Le ossa lunghe degli arti sono cave in tutti i theropodi. Le vertebre si pneumatizzano in tutti i neotheropodi, inizialmente nella regione cervicale, per poi estendersi anche a quasi l'intera colonna vertebrale. In alcune forme, in particolare maniraptori derivati e megaraptori, anche parti del cinto pettorale e pelvico si pneumatizzano. Ad esempio, nell'unenlagiino Buitreraptor è presente una marcato recesso pneumatico nella furcula, condiviso anche dal megaraptoro Aerosteon. Probabilmente, questi diverticoli erano molto diffusi in buona parte dei taxa, ma non sempre hanno lasciato tracce ossee. Un caso è stato pubblicato in questi giorni. Esso è interessante perché proviene da una regione non molto nota per i suoi dinosauri, l'Ungheria.